venerdì 8 agosto 2014

Salini Impregilo: gli analisti promuovono conti superiori alle stime

notizia da TMNews:
Gli analisti promuovono i conti del Gruppo Salini Impregilo del primo semestre,  conti che hanno superato le stime di consensus.
Goldman Sachs conferma il giudizio Buy sul titolo con un target price a 4,57 euro, sottolineando il miglioramento del risultato operativo e il robusto flusso di nuovi ordini nel segmento costruzioni a 2,9 miliardi: "Questi elementi significano che il gruppo è in linea per raggiungere le previsioni per il 2014".
Anche Intermonte mette in risalto il portafoglio ordini di Salini Impregilo grazie al processo di crescita all' estero (il business in Italia conta circa per il 20% sul totale).
Per Intermonte (giudizio sul titolo Buy e target price a 4,8 euro) Salini Impregilo è prossima a centrare i target di lungo termine di ricavi a 7 miliardi e ebit al 7% dei ricavi.
Per gli analisti di Mediobanca il gruppo raggiungerà i target 2014 con ricavi a 4,3 miliardi e 224 milioni di utile operativo dopo la semestrale con risultati superiori alle stime. Giudizio analogo anche per Kepler Cheuvreux, "ricavi e ebit superiori alle stime".
Gli analisti di Natixis rilevano l'accelerazione dei ricavi di Salini Impregilo nel secondo trimestre e confermano il giudizio operativo Buy e un target price a 4,2 euro. Anche Banca Imi rileva che i risultati sono stati superiori alle stime e sono in linea con i target per l' intero esercizio.

lunedì 7 luglio 2014

Prelievi bancomat all'estero: ecco come fare per risparmiare

Ho trovato questo articolo sulla Repubblica, a parere mio molto interessante, che spiega come fare a prelevare all'estero cercando di risparmiare il più possibile.

MILANO - Non sono più i tempi di quando si partiva per le vacanze all'estero dovendo cambiare i soldi in valuta straniera, per altro da prenotare con largo anticipo. O riempiendosi di travel check sperando che nell'isoletta perduta ci fosse almeno un banca che accettava di cambiarli. L'invasione delle carte elettroniche consente di partire sereni e con la certezza di trovare sportelli bancomat dove non accettano carte di credito. 
Ma anche senza più l'assillo del denaro in contanti nascosto nella cintura, è possibile comunque risparmiare in alcuni casi sulle commissioni. A mettere ordine in una varietà di offerte ai consumatori ci ha pensato uno studio di SosTariffe.it che ha confrontato i costi medi delle commissioni per prelevare denaro e pagare con carte elettroniche all'estero, sia all'interno che fuori dai paesi dell'Eurozona. E per effettuare lo studio sono stati presi in considerazione i seguenti casi di prelievo e pagamento tramite carta: somme di 200 euro una tantum, 50 euro ripetuti quattro volte e 500 euro una tantum.

Partiamo subito dal risultato finale: nella maggior parte dei casi, "la soluzione più conveniente è utilizzare una carta di credito internazionale associata a un conto corrente aperto via web". In tutti i casi analizzati, rivela la ricerca del sito SosTariffe.it, "il prelievo allo sportello in area Euro è vantaggioso almeno del 30% rispetto al bancomat dei conti tradizionali e del 96% rispetto alla carte di credito. Risulta, inoltre, molto più conveniente un unico prelevamento piuttosto che ritirare cifre basse più volte".

Se si passa ai prelievi da sportello al di fuori dell'Eurozona "la convenienza riscontrata con le carte di debito dei conti on line arriva al 20% rispetto ai bancomat dei conti tradizionali e al 64% rispetto alla carte di credito. In alcuni casi, come per il prelievo di 500 euro, le commissioni registrate sulle carte associate a conti tradizionali sono più basse del 21%". E giusto per ricordare i vantaggi dell'euro, i prelevamenti al di fuori dei confini europei costa oltre il 90% in più.

Chi viaggia all'estero e vuole pagare con carte elettroniche e non in contanti, sappia che i costi registrati con le carte di debito sono quelli più bassi. "In area Euro pagare con carta di debito, dove accettata, è sempre più gratuito. Fuori dall'Eurozona le commissioni medi del bancomat internazionale di un conto on line sono inferiori dell'8% rispetto a quelle dei conti tradizionali e del 48% rispetto alle carte di credito, soprattutto per il pagamento di 500 euro una tantum. Per transizioni frequenti di cifre più basse sono più convenienti, invece, le carte di credito".

lunedì 30 giugno 2014

Ma io, consumatore, con la carta pagherei anche il caffé...

Per quale motivo il pagamento con carta di credito in Italia è poco gradito? Se lo chiede anche il Corriere della sera...

L’attivazione di un terminale pos per l’accettazione di pagamenti con bancomat o carte di credito ha un costo e hanno più di un motivo le associazioni di categoria di artigiani e professionisti ad esprimere malumori ora che entra in vigore il decreto legge che rende obbligatorio accettare pagamenti elettronici se gli importi superano i 30 euro. Potrebbero rivendicare agevolazioni fiscali legate all’obbligo di dotarsi dei nuovi dispositivi, chiedere interventi legislativi per porre dei tetti alle commissioni pagate agli istituti. Ma sbagliano a bollare l’obbligo di ricevere pagamenti elettronici da parte dei loro clienti come un «regalo alle banche». Il pagamento con bancomat o carta di credito è al limite un «regalo ai clienti», o meglio un servizio fornito loro. E considerando che il tracciamento delle transazioni consente di risalire ad ogni trasferimento di denaro, e di conseguenza rende più problematiche le prestazioni in nero, è anche un servizio alla collettività.
Per quale motivo non devo poter pagare con bancomat o carta il commercialista o l’idraulico o il falegname che magari mi chiedono due o trecento euro di prestazione? All’estero è assolutamente normale pagare con carta anche importi di modestissime dimensioni. In Italia non è raro trovare nei negozi cartelli che avvisano che i pagamenti con bancomat sono accettati solo a partire da una certa cifra. Il problema risiede nelle commissioni pagate alle banche che in alcuni casi sono per singola transazione e non in percentuale sull’importo pagato e questo è considerato una penalizzazione da parte degli esercenti, costretti a farsi carico di un costo che nel caso di piccoli importi può ridurre notevolmente il già risicato margine di guadagno. Ma non è questo il caso previsto dal nuovo provvedimento che impone l’obbligo di accettazione dei pagamenti elettronici solo al di sopra dei 30 euro.

I titolari di partite Iva dovrebbero considerare che un cliente soddisfatto è un cliente che ritorna. E agevolarlo anche nei pagamenti (perché devo per forza avere in casa 200 euro in contanti per pagare l’idraulico?) è un modo per contribuire a renderlo felice. Dovrebbero poi considerare anche il vantaggio per se stessi: i soldi finiscono direttamente sul conto corrente e questo evita loro di perdere tempo andando poi in banca a depositarli (vale ancora il detto che il tempo è denaro?). Non c’è alcun motivo per preferire il denaro contante. A meno che il contante non serva per effettuare, a propria volta, pagamenti cash (di fornitori o dipendenti) che non hanno alcuna spiegazione razionale.

All’estero i pagamenti elettronici sono una realtà quotidiana e consolidata e sono utilizzati per qualunque cosa, anche il caffè appunto. In Italia sono ancora difficoltosi perfino laddove, sui taxi ad esempio, ti aspetteresti di non avere problemi. Se il problema sono le commissioni troppo elevate, lo ribadiamo, le associazioni di categoria facciano sentire la propria voce con le banche e avranno la solidarietà dei consumatori. Ma non portino avanti una battaglia contro il cliente. Che ha sempre ragione, anche quando vuole pagare con carta.