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martedì 25 febbraio 2014

Mps, a banda del 5% i pm contestano una truffa da 90 milioni

Ancora una volta Banca Mps è nel mirino...Leggete, di seguito, l'articolo del Sole 24 Ore. 

Associazione a delinquere transnazionale finalizzata alla truffa. È l'accusa che i Pm di Siena rivolgono agli undici indagati (fra i quali Baldassarri, Toccafondi, Fabris e Pontone) per otto dei quali hanno chiesto la misura cautelare della carcerazione preventiva, negata dal Gip, che con un provvedimento di 35 pagine ha però disposto il divieto di espatrio ravvisando, secondo quanto riferisce una fonte giudiziaria, "concreti e reali" pericoli di fuga e di inquinamento probatorio "ad esempio attraverso la dissipazione o la schermatura dei proventi della truffa".
Vittima principale della truffa, secondo i magistrati senesi, sarebbe stata "banca Mps insieme ad altri soggetti". Secondo una fonte a diretta conoscenza della vicenda l'ammontare della truffa sarebbe quantificabile in "circa 90 milioni di euro", 47 dei quali erano già stati sequestrati in diverse tranches fra gennaio e ottobre dello scorso anno, tra gli altri, a Baldassarri, ai titolari della società Enigma e ad altri broker e funzionari di Mps. Queste somme erano state sequestrate in diversi paesi, fra i quali l'Italia, la Gran Bretagna, San Marino e Vanuatu.
Secondo una fonte giudiziaria, le somme eccedenti quelle già sequestrate "non sono tutte riconducibili all'attività di Enigma" e si troverebbero in varie località "fra cui Londra, Singapore e Lugano" alle cui autorità i magistrati senesi hanno chiesto collaborazione tramite rogatorie.
Le perquisizioni sono ancora in corso.
Domani i pm presenteranno al tribunale del Riesame di Firenze l'appello contro la decisione del Gip di Siena, Ugo Bellini, di negare la custodia cautelare in carcere a otto degli indagati.

mercoledì 25 settembre 2013

Mps: fumata nera sul piano di ristrutturazione, slitta a nuovo cda

Il Sole 24Ore comunica che il Cda di MPS, riunitosi ieri, ha rinviato l'approvazione del Piano di Ristrutturazione a un prossimo Cda.

«Banca Monte dei Paschi di Siena comunica che nel corso del Consiglio di amministrazione odierno si è deciso di rinviare ad un prossimo CdA l'approvazione del Piano di Ristrutturazione, a causa della necessità di completare l'iter formale da parte della Commissione Europea». Così, in una nota, Banca Monte Paschi dopo il cda di oggi. «Infatti - prosegue la nota - pur essendo terminati i lavori tecnici di messa a punto dello stesso, non è stata finalizzata la fase formale istruttoria tra ministero dell'Economia e delle Finanze e Commissione Europea».

lunedì 15 luglio 2013

Mps, comanda chi porta i soci

Ecco il nuovo destino del Monte dei Paschi di Siena: ce lo spiega Milano Finanza.

Il progetto del Partito democratico di Siena per Mps è contenuto nella mozione di maggioranza presentata venerdì 12 luglio in Consiglio comunale. Il documento, anticipato da MF-Milano Finanza, arriva in un momento di forte contrapposizione dentro la politica locale e tra la banca e la politica locale, a pochi giorni dall’assemblea straordinaria che, giovedì 18 aprile, sarà chiamata a votare sull’eliminazione del tetto al diritto di voto al 4% per i soci diversi dalla Fondazione.

La modifica statutaria dovrebbe rendere pienamente contendibile la banca senese e agevolare così l’identificazione del socio di cui i vertici sono da tempo in cerca. Il progetto poi è pienamente appoggiato dalle autorità competenti, a partire dalla Banca d’Italia e dal Tesoro, senza dimenticare il sostanziale avallo della Commissione europea, che proprio in questi giorni sta esaminando il nuovo piano industriale di Mps. L’esito del passaggio assembleare sembrerebbe dunque scontato, ma non è così.

martedì 4 giugno 2013

Scatta l’ultima chiamata per Aedes la decisione alle banche creditrici

La Repubblica annuncia che il destino della società immobiliare quotata in Borsa Aedes è nelle mani degli istituti di credito. Le banche saranno chiamate a decidere se continuare a dare fiducia alla società oppure no. 

Milano - I fili del destino di Aedes sono tenuti dalle banche. Gli istituti di credito dovranno decidere, a breve, se continuare a dare fiducia alla società immobiliare quotata in Borsa oppure no. Saranno chiamati a farlo non solo in qualità di creditori, ma pure di azionisti, visto che circa il 20% del capitale della società è in mano proprio ad alcuni degli istituti più esposti e cioè: Banca Popolare di Sondrio, Monte dei Paschi di Siena, Crédit Agricole, Unicredit, Natixis. Prima dell’assemblea di fine mese, il 27 giugno, l’ad Giuseppe Roveda presenterà alle banche un nuovo piano, che intende cambiare radicalmente la società immobiliare. Più property company, con il giusto mix di servizi e sviluppo. Piazza Affari finora ha reagito all’ipotesi di rilancio, facendo schizzare il titolo al rialzo, sulla scorta dell’idea che possa entrare nel capitale un nuovo socio accanto agli Amenduni, che detengono il 26,2% del capitale. A fine 2014 vanno a termine importanti tranche del debito di 430 milioni. Occorre dunque ridiscutere tutte le scadenze. Questo è il primo passaggio, se Roveda riuscirà a convincere gli istituti che sarà in grado di trasformare Aedes in un gruppo capace di generare ricavi, anche in assenza di vendite immobiliari, allora arriverà a salvare la società. Diversamente, l’esito potrebbe essere davvero nefasto. Roveda dovrà riuscire a persuadere che la nuova Aedes sarà in grado di generare cassa sufficiente per sostenere l’indebitamento. Mossa non
semplicissima, se si guardano i risultati 2012 e quelli dei primi mesi 2013. L’anno scorso la società ha fatto pulizia nei conti, un’azione propedeutica alla definizione del piano di rilancio ed alla manovra finanziaria. Dopo due successive perizie è emerso uno scostamento significativo tra i valori di mercato del portafoglio ed i corrispettivi valori di libro. A parità di perimetro, il patrimonio immobiliare consolidato del gruppo al 31 dicembre 2012 è stato valutato a 412,8 milioni di euro, rispetto ai circa 646,8 milioni di euro al 31 dicembre 2011. Il risultato delle svalutazioni è stato una perdita di 252 milioni di euro. E questo a fronte di ricavi quasi dimezzati, a circa 37 milioni di euro. Nel primo trimestre del 2013 si sono aggiunti altri 4 milioni di euro di rosso, che hanno portato le perdite cumulate comprese quelle dell’anno scorso a quota 256 milioni. Così il patrimonio netto, a marzo, è andato a 57 milioni di euro (era a 61 milioni a fine 2012) rispetto all’ammontare del capitale sociale pari a 284 milioni di euro, quindi con una diminuzione del capitale sociale di oltre un terzo. La perdurante crisi del mercato immobiliare italiano ha, inoltre, rivelato l’inefficacia del piano di ristrutturazione lanciato ormai 4 anni fa. Il cda ha così dovuto disporre una rivisitazione “critica” di quanto impostato per sostenere la Convenzione ex articolo 67 (cioè l’accordo stragiudiziale tra banche e azienda sul debito). Il nuovo piano servirà, dunque, per definire una nuova Convenzione con le banche. Questo accordo è il vero muro che Aedes dovrà superare per poter continuare a vivere. Prima che si palesino eventuali cavalieri bianchi è necessario dunque attraversare il guado. Solo dopo aver superato il collo di bottiglia della ridefinizione degli accordi sul debito si potrà cominciare a fantasticare sull’apparizione (anche se la Borsa con la fantasia ha già fatto registrare al titolo un +30% in una settimana) di un investitore disposto ad affiancare la famiglia Amenduni. In effetti, a seguito dei rumors sull’arrivo imminente di un nuovo socio, la società, su richiesta di Consob, ha precisato con una nota ufficiale di non aver sottoscritto, al momento “alcun accordo, neppure preliminare” con soggetti “potenzialmente interessati all'ingresso nel capitale.' Il piano di rilancio che dovrebbe dar vita alla nuova Aedes poggia su cinque pilastri fondamentali, inclusa la manovra finanziaria. Le linee guida sono già state comunicate, mentre i dettagli verranno presentati a banche ed azionisti principali nelle prossime settimane. Gli stepsaranno: un aumento di capitale per cassa, le cui risorse serviranno per migliorare il portafoglio immobiliare investendo in attività a reddito (come retail e office), per riqualificare alcuni asset core già di proprietà, per l’avvio di nuovi progetti di sviluppo e per finanziare l’attività corrente e dei fondi immobiliari. È previsto, successivamente, un aumento di capitale in natura, riservato a terzi, finalizzato al conferimento di asset a reddito per incrementare ulteriormente il portafoglio e ad operazioni di sviluppo ad alta visibilità. E ancora: la predisposizione di un piano di riorganizzazione del gruppo e la formazione di una nuova struttura coerente con la nuova strategia. Un ulteriore passaggio sarà il riposizionamento di Aedes Bpm Sgr (oggi ha un Aum di circa 700 milioni di euro) “attraverso eventuali aggregazioni con altre Sgr”, recita una nota. Infine il nuovo accordo con le banche: “con l’obiettivo di realizzare rapidamente il risanamento economico del gruppo e favorire l’ingresso di nuovi investitori, funzionale al rilancio della società”.

mercoledì 27 giugno 2012

Fabrizio Viola: Un piano impegnativo per MPS

Fabrizio Viola
Fabrizio Viola
Rimborso dei bond governativi entro il 2013, politica dei dividendi prudente, piano di razionalizzazione condotto con 'calma', forte riduzione dei costi del lavoro.

Sono questi alcuni degli elementi salienti emersi in seno alla presentazione del Piano Industriale 2012-2015 di MPS.
A illustrarli, l'Amministratore Delegato della banca senese, Fabrizio Viola.

Il manager ha tenuto a sottolineare che si tratta di un "piano impegnativo ma che vogliamo e dobbiamo raggiungere", aggiungendo che ci sarà un forte "commitment" da parte di tutti per raggiungere gli obiettivi indicati.

Secondo Viola, gli attuali problemi di MPS sono comuni a tutto il sistema bancario, anche se "più ampi".

Quanto al piano di dismissioni, andrà avanti successivamente "con un approccio diverso e con un'altra capacità contrattuale", senza avere la scadenza del 30 giugno.

MPS, ha poi detto, abbasserà il costo del lavoro da 2,195 a 1,896 miliardi e adotterà una "politica prudente" sui dividendi, dal momento che la priorità sarà quella del "rafforzamento patrimoniale". L'aumento di capitale da 1 miliardio sarà invece realizzato nella seconda parte del Piano entro il 2015.

Quanto ai bond governativi, il rimborso prenderà il via già a partire da fine 2013.

I nuovi Tremonti bond? "Non sappiamo i termini che il Governo ci proporrà", ha detto, aggiungendo che le tempistiche per conoscerli non saranno lunghissime.

(Teleborsa)

lunedì 28 maggio 2012

Mediobanca: rapporto sulle Fondazioni

Mediobanca Securities ha pubblicato il rapporto "Italian Banking Foundations", che il Corriere oggi riassume in un articolo dal titolo "Fondazioni, 50 miliardi di patrimonio. E una missione da ripensare".

Ecco il testo dell'articolo, firmato da Massimo Mucchetti:

Le fondazioni bancarie, architrave dell'industria creditizia italiana, sono prossime a una svolta. È in gioco il destino di un patrimonio più o meno di 50 miliardi. Nel congresso dell'Acri, che si apre il 7 giugno a Palermo con la relazione di Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo e dell'associazione di categoria, verrà presentata la Carta delle fondazioni, un ambizioso progetto di autoriforma. Ma su quest'assise cruciale peserà come un macigno il rapporto di Mediobanca Securities, fresco di stampa, sui conti delle sei fondazioni principali: Cariplo, Sanpaolo Torino, Caritorino, Caripadova, Cariverona, Monte dei Paschi. La tesi di fondo della ricerca, 151 pagine, è che la Grande Crisi ha reso soffocante il cordone ombelicale che lega le fondazioni alle casse di risparmio e agli istituti di diritto pubblico d'origine. Il modello dei primi vent'anni si sarebbe consumato. Gli autori, Angelo Guglielmi e Andrea Filtri, non si negano la simulazione provocatoria: se i dividendi provenienti dalle banche d'origine e le erogazioni istituzionali al territorio rimarranno stabili sui livelli del 2010, la Fondazione Cariverona esaurirà il patrimonio nel 2038, la Fondazione Mps nel 2041, la Cariplo nel 2054, la Compagnia di Sanpaolo nel 2067, la Caritorino nel 2088 e la Cariparo nel 2100. Se le sei si aggregassero da qui al 2030 perderebbero un terzo del loro valore patrimoniale e andrebbero a zero nel 2061. Ma la media delle previsioni degli analisti è un pò più ottimista e così, nel 2030, una certa crescita dei dividendi consentirebbe la conservazione dello status quo. In realtà, se è vero che molte fondazioni stanno erogando ai territori più di quanto abbiano reso i loro investimenti, è altrettanto vero che in questi anni di vacche magre stanno pescando nella riserva obbligatoria accumulata proprio a questo scopo negli anni delle vacche grasse. Il rischio vero, dunque, non è tanto quello di dilapidare l'intero patrimonio quanto la riduzione, anche drastica, delle erogazioni per ricostruire l'equilibrio tra entrate e uscite richiesto dalla legge. Ma se le fondazioni non riuscissero più a essere generose che senso avrebbero? La ricerca propone una fotografia controcorrente dei bilanci delle fondazioni, lontani dalla realtà e poco confrontabili tra loro, perché in genere le fondazioni non attualizzano gli attivi ai valori di mercato. Mediobanca li ha riclassificati per renderli omogenei. Nel periodo 2002-2010, il più lungo possibile a dati uniformi, risulta che tre fondazioni (Caritorino, Cariplo e Monte dei Paschi) hanno avuto rendimenti analoghi al costo del capitale (ma allora avrebbero fatto meglio a prendersi dei Btp, che hanno un rischio inferiore); due fondazioni (Sanpaolo e Cariverona) ci hanno perso; una (Cariparo) ha avuto ragione. A tradire sono state le banche conferitarie. Fino a prima della Grande Crisi avevano dato grandi soddisfazioni. Ma poi hanno distrutto 7 miliardi di valore compensato solo per un quarto dagli altri investimenti. Se avessero seguito l'esempio di grandi fondazioni estere che hanno operato semplicemente sui mercati finanziari mollando le aziende d'origine (Mediobanca Securities cita le americane Harvard, Yale, Wellcome e la danese Nova Nordisk), le sei fondazioni avrebbero guadagnato 20 miliardi in più. Va detto che l'universo delle fondazioni è vastissimo. La Fondazione Bosch, per esempio, è padrona della Bosch che ha 300 mila dipendenti, è leader mondiale della componentistica auto, assume in Germania e guadagna bene. Ma il punto resta. La Banca d'Italia e il Tesoro hanno usato la vocazione bancaria delle fondazioni per dare un ancoraggio nazionale e privato alle aziende di credito travolte dal crac Lehman. Ma adesso, anche in seguito agli aumenti di capitale degli ultimi tre anni, le fondazioni risultano aver investito più o meno la metà del patrimonio nella banca d'origine, con le eccezioni della Cariplo, assai diversificata rispetto a Intesa Sanpaolo, e della fondazione senese, all'opposto congelata al 90% nel Monte. E allora ci si chiede se abbia ancora senso, guardando al futuro, restare ferme quando le banche d'origine, ormai gigantesche e internazionali, promettono rendimenti comunque inferiori alla media. Mediobanca suggerisce tre opzioni: 
1) sostituire le azioni bancarie con i Btp, rischio minimo e rendimento un pò migliore; 
2) entrare nelle utilities, che promettono rendimenti ancora un pò più alti con rischi di poco superiori; 
3) scommettere sui mercati finanziari globali come le quattro consorelle estere citate. 
A tal proposito Mediobanca cita i buoni risultati dalla Fondazione Roma. Segno che le norme consentono l'autoriforma senza rivoluzioni. E che i gestori dei quattrini altrui, Mediobanca in testa, sono pronti per il nuovo corso delle fondazioni. Se ci sarà.

martedì 25 maggio 2010

Da domani parte I'ISC

Come annunciato qualche mese fa, dal 26 maggio sarà obbligatorio per tutte le banche avere e comunicare l’ISC, l'Indicatore Sintetico di Costo per i Conti Correnti.
Si tratta di una sorta di “misuratore” previsto dalla normativa sulla trasparenza di Banca d’Italia per consentire il confronto omogeneo tra conti correnti bancari, fino a oggi difficile a causa di spese fisse e variabili non sempre esplicite nelle offerte delle banche.
Una rivoluzione, Ma quanto vale l'lsc?
Fino a 182 euro all'anno nei conti per famiglie, secondo la simulazione Bocconi per Corriere Economia su Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bnl, Mps e Ubi.
Le meno care? lng e Webank.

martedì 27 ottobre 2009

Antoine Bernheim o Cesare Geronzi? Strategiche le mosse di Caltagirone

L’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, vicepresidente di Mps e membro del comitato esecutivo di Generali, ha acquistato in settembre 525 mila nuove azioni Generali. Lo scorso agosto si era già assicurato 438 mila titoli e con queste nuove operazioni si porta all’1,98% nel capitale del leone di Trieste.
Secondo l’opinione di Affaritaliani, le mosse di Caltagirone sarebbero strategiche in vista del rinnovo del consiglio di amministrazione di Generali, che avverrà nel 2010.
Caltagirone avrebbe infatti saputo approfittare del calo delle quotazioni per incrementare la propria partecipazione a valori che potrebbero essere l’ago della bilancia per decidere se ai vertici di Generali rimarrà l’attuale presidente Antoine Bernheim, forte del sostegno dei soci francesi, o se Cesare Geronzi riuscirà a sostituirlo.

lunedì 17 agosto 2009

L’Antitrust punta il faro sulle commissioni elevate delle carte di credito

L’Antitrust punta il faro sulle carte di credito e su MasterCard. Sotto inchiesta, oltre al circuito, vi sono otto istituti: Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Nazionale del Lavoro, Banca Sella Holding, Barclays Bank, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, Icbpi (Istituto centrale delle banche popolari italiane) e Unicredit.
L’istruttoria, che dovrò concludersi entro il 31 luglio 2010, dovrà stabilire, in particolare, se la fissazione delle commissioni interbancarie nazionali per le transazioni con carte di pagamento in Italia da parte di MasterCard e quindi la loro applicazione da parte delle banche licenziatarie del marchio, restringa il confronto competitivo, trasferendo costi elevati sugli esercenti e sui consumatori.

giovedì 30 luglio 2009

I conti di deposito

Ho spesso parlato di conti di deposito. Ma in cosa consiste esattamente questa formula?
È un conto che permette di custodire e far fruttare i propri risparmi. In pratica si sceglie di “immobilizzare” del denaro, si decide quanto a lungo tenerlo fermo e si ottiene un rendimento generalmente proporzionale alla durata.
Le banche che li propongono sono molte. A quale affidarsi?
MPS e di Banca Sella offrono rendimento notevolmente alti, con accredito trimestrale degli interessi.
CheBanca! li accredita invece in anticipo, se si decide di vincolare i risparmi a 3, 6 o 12 mesi e non sono previste né spese né imposta di bollo. La sicurezza è garantita dalla protezione del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), oltre che dalla solidità del Gruppo Mediobanca di Cesare Geronzi, di cui CheBanca! fa parte.

venerdì 24 luglio 2009

Mps mette in vendita immobili strumentali

E' pronta l'operazione "Progetto Chianti Classico", che prevede la vendita di immobili strumentali di Monte dei Paschi di Siena per 1,8 miliardi. La transazione dovrebbe essere perfezionata entro fine mese con il conferimento degli immobili a un consorzio. Il bond legato all'operazione (sale and rent back) sarà lanciato sul mercato non prima di settembre. Gli immobili saranno affittati alla banca con contratti trentennali, stessa scadenza del bond. Alcuni elementi restano, però, da definire, in particolare sulla composizione del consorzio. Ne faranno parte sicuramente Sansedoni con il 49% delle quote, Axa con il 30% e Mps con il 15%. Resta da trovare un quarto socio che potrebbe salire fino al 10% portando a limare le quote degli altri. Una delle ipotesi porta a Mediobanca, anche se gli organi decisionali dell'istituto di Cesare Geronzi non sono ancora stati ufficialmente coinvolti e nessuna decisione è ancora stata presa.

martedì 14 luglio 2009

Le iniziative anti-crisi di MPS per i clienti

Banca Monte dei Paschi di Siena, nell’ambito del piano di sostegno ai clienti elaborato con le associazioni dei consumatori, prevede:

- sospensione delle rate dei mutui in essere per un periodo da 6 a fino 12 mesi, privilegiando i clienti senza più impiego, in cassa integrazione, o con minori e/o anziani a carico, oppure soggetti a significative spese mediche periodiche o di assistenza per anziani o disabili (per i mutui erogati in Emilia Romagna);

- sospensione delle rate per Prestiti Personali erogati da Consum.it tramite Banche del Gruppo Montepaschi, con l’opzione “Fuoriclasse” esercitabile fino a 3 volte senza alcun costo dal cliente in regola con i pagamenti da almeno 12 mesi o con una sola rata in arretrato e che permette di sospendere i pagamenti fino a 6 mesi e ridurre la rata di rimborso fino al 2% del capitale residuo, con durata del rimborso estendibile fino ad un massimo di 24 mesi rispetto alla durata originaria del finanziamento e tasso di interesse invariato per tutta la durata del rapporto;

- recepimento anticipato di una parte della Direttiva Europea sul Credito ai Consumatori 2008/48/CE, con interventi significativi che prevedono la possibilità per il consumatore di esercitare, entro 14 giorni, il diritto di recesso su un prestito erogato (personale o finalizzato) e la riduzione della commissione di estinzione anticipata applicata al consumatore. Sempre in questo ambito si è trovato spunto per estendere l’ambito di applicazione dell’art. 42 del Codice del Consumo con l’adozione della sussidiarietà della finanziaria a tutela del consumatore in caso di mancata consegna del bene da parte dal negoziante, anche nel caso in cui non si operi in esclusiva.

venerdì 10 luglio 2009

Il mutuo anti-crisi di MPS

Banca Monte dei Paschi di Siena lancia il Mutuo MPS Protezione che, attraverso la presenza di un cap (soglia massima di tasso) permette al cliente di proteggersi da eccessive fluttuazioni al rialzo e quindi pianificare l’incidenza massima della rata sul proprio budget familiare, coniugando i vantaggi del mutuo a tasso variabile con la sicurezza del mutuo a tasso fisso.
In abbinamento (ma disponibile anche separatamente) viene offerta la polizza Mutuo Sicuro Plus, disegnata da AXA MPS, in grado di proteggere il cliente dalle conseguenze economiche sia di infortuni che di perdita di impiego.

mercoledì 8 luglio 2009

Visa Carta Lipu di MPS

Banca Monte dei Paschi di Siena aiuta la natura con Visa Carta Lipu. Si tratta di una carta prepagata a sostegno della Onlus Lega Italiana Protezione Uccelli. La prepagata per essere rilasciata necessita di una spesa una tantum pari a 8 euro (3 dei quali vengono devoluti alla Onlus), e può essere richiesta da chiunque, anche se minorenne o non titolare di un conto corrente presso MPS. Visa Carta Lipu è ricaricabile fino a un massimo di 5.000 euro, anche se, per ogni ricarica effettuata presso una delle filiali del gruppo, servono ben 2 euro, che si dimezzano solo se la ricarica viene disposta da ATM o Internet Banking. Mentre resta caro il prelievo di cash da sportello automatico: 2 euro per ogni operazione effettuata in Italia, 4 euro dall’estero.

martedì 7 luglio 2009

Da Cesare Geronzi a Giuseppe Mussari, banchieri a Milano con D'Alema

Erano in molti i banchieri ad ascoltare il presidente della Fondazione Italianieuropei, Massimo D'Alema, al teatro Franco Parenti di Milano. La Fondazione Ie ha organizzato un seminario intitolato 'Quale futuro per le banche italiane'. I banchieri sono intervenuti numerosi, anche se mancavano le primissime linee dei due principali gruppi bancari italiani, Intesa Sanpaolo e Unicredit.
In prima fila c'era il presidente di Mediobanca, Cesare Geronzi, che ha anche trovato il tempo per salutare il deputato Bruno Tabacci, da tempo critico nei confronti del sistema bancario del nostro Paese. Presente, sia pure parco di dichiarazioni (''non dico nulla''), anche il presidente di banca Mps, Giuseppe Mussari, oltre al numero uno della Carlo Tassara, Pietro Modiano, gia' direttore generale vicario di Intesa Sanpaolo e con un brillante passato nell'Unicredit. Per la banca di Piazza Cordusio, in prima fila, il vicepresidente Fabrizio Palenzona ha ascoltato tutti gli oratori.
In platea anche il presidente della Bnl Luigi Abete, l'ex presidente di Unicredit Francesco Cesarini, il presidente di Assogestioni Marcello Messori, il presidente dell'Aifi, l'associazione che raggruppa gli operatori del Private Equity, Giampio Bracchi.
(Libero-news)

giovedì 18 giugno 2009

Depositoonline di Banca MPS: davvero remunerativo!

Depositoonline di Banca MPS (il primo nell’ultima classifica dei conti correnti più remunerativi stilata da Osservatorio Finanziario – vedi post del 10 giugno).
Il tasso è remunerato al 4,6 % lordo (Euribor 3 mesi, oltre al 2,40 % fino a 125.000 euro) e il conto di deposito gratuito può essere agganciato al Contoonline, un conto corrente completo della piattaforma Infinita.
Veramente non male come proposta!

lunedì 15 giugno 2009

Il conto di deposito di CheBanca!, l'istituto di credito di MedioBanca, il gruppo di Cesare Geronzi

Il conto di deposito di CheBanca!, la banca on line di Mediobanca, il grande gruppo guidato da Cesare Geronzi, offre un tasso di remunerazione del 3,5 % lordo.
Qualè il vantaggio rispetto ad altri conti, come quelli di MPS e di Bancasella, che offrono un rendimento più alto? Che gli interessi sono accreditati in anticipo, mentre gli altri conti citati li accreditano trimestralmente.

Ma attenzione! Questo vale solo se si lascia la liquidità ferma sul conto per un anno. La remunerazione scende al 3 % se si lasciano per un semestre e al 2,5 % per un trimestre, mentre il tasso a regime è leggermente inferiore a quello dei conti di deposito più interessanti e cioè è all'1,75 %, lordo.

CheBanca! si accolla inoltre le spese del bollo.

La banca online del gruppo Mediobanca propone anche un proprio conto corrente completo a 1 euro al mese oltre alla prepagata con Iban, il Conto tascabile, gratuita.

È infine migliorata la sicurezza con investimenti importanti sia per la certificazione del sito sia per la prepagata.

mercoledì 10 giugno 2009

Conti correnti: nuova top ten

Con i tassi vicini a quota zero, quali sono i conti correnti o i conti di deposito ancora convenienti?
Osservatorio finanziario ha stilato una nuova classifica.

Al primo posto per la remunerazione più generosa c'è il Depositoonline di Banca MPS al 4,6 %.

Lo segue Websella.it, che paga il 4,5 % lordo (ma solo ai nuovi clienti).

La terza classificata è Hypo Alpe Adria Bank, presente soprattutto nel Nord Italia, con il 4,25 % lordo.

Appena sotto il podio, al quarto posto, Conto Arancio (Ing Direct Italia), con un'offerta per i nuovi clienti del 3,5 % lordo.

Simile l'offerta di Contoconto.it (conto deposito di Carige), al quinto posto, che applica il 4 % lordo per 6 mesi.

Il 4 % lordo anche con il Conto Gold di Sedicibanca (Gruppo Delta)

Il conto di deposito di CheBanca! (Mediobanca, il supergruppo di Cesare Geronzi) offre il l 3, 5% lordo, ma con interessi in anticipo - mentre i primi 3 conti citati li accreditano trimestralmente -.

All'ottavo posto il conto corrente SemprePiu' Rendimento di Banca Popolare di Vicenza, con il 3 % lordo di remunerazione per 6 mesi.

Scende, rispetto alla precedente classifica di Osservatorio Finanziario, Conto Rendimax di Banca Ifis, prima a quota 4,75 e oggi ridimensionato al 2,97,% lordo.

Conto Risparmio di UFG Banca (ex Unipol Banca) è in fondo alla top ten con un tasso del 3 % lordo per i nuovi clienti.

mercoledì 6 maggio 2009

Che cosa è l’euribor e il suo utilizzo nei mutui

Riporto un interessante articolo che spiega in parole piuttosto semplici che cos'è e come funziona il tasso Euribor.

"Il nome per esteso è Euro Interbank offered rate ed è un indice di mercato espresso in forma percentuale, che rappresenta una variabile con cui le banche fanno riferimento per le contrattazioni finanziarie in area euro. La sua rilevazione avviene quotidianamente tanto che il valore euribor rimane costantemente aggiornato. In materia di mutui, le banche utilizzano il tasso euribor per proporre i mutui a tasso variabile.
I tassi euribor sono di vario tipo, suddivisi per periodi di tempo, possiamo trovare quello ad una settimana, un mese, 2 mesi, 3 mesi fino ad arrivare a 12 mesi, e tutti sono catalogati in base al divisore, 360 e 365. Il tasso euribor varia in base ai remor di mercato, generalmente quando si hanno previsioni al rialzo: si ha una variazione dell'andamento TASSO euribor, ad esempio nel caso in cui il tasso con scadenza di durata superiore subisce un rialzo maggiore rispetto a quello con scadenza minore, e nel caso di previsioni euribor al ribasso, quando la situazione di mercato è contraria.

Questo è solo un esempio, ma generalmente è difficile prevedere in forte anticipo le previsioni di andamento euribor, dato proprio dalla natura volatile di questo indice, legato a fattori non propriamente quantificabili e controllabili.
La rilevazione del tasso euribor può avvenire sui vari portali dedicati alla materia economica ed anche sui vari principali quotidiani economici, tra cui il sole 24 ore dove vengono pubblicati tutti le rilevazioni di tutti i tipi di euribor esistenti. Inoltre da queste fonti è possibile prendere visione del grafico euribor, circa l'andamento STORICO euribor.

I'indice euribor varia in base alle fluttuazioni del costo del denaro, la peculiarità sta nel fatto che sistematicamente il suo valore muta anche settimane prima che la BCE comunichi ufficialmente un modifica del costo del denaro. Sono diversi i motivi per cui il tasso euribor possa cambiare, uno tra tanti può essere la tendenza nel dare impulso all’economia attraverso investimenti, questa tipo di politica può portare ad una diminuzione del valore dell’euribor. Tornando ai mutui casa, lo scenario economico e politico che stiamo attraversando ha fatto impennare il valore dell’euribor; questo rialzo è dovuto anche al fatto che la gente, preoccupata dalla corsa dei prezzi e dal conseguente rialzo del costo del denaro, oramai predilige comunque il tasso fisso e questo costa di più. Inoltre si scopre che la composizione della domanda di mutui è cambiata molto in poco tempo. In Italia l’incidenza sul totale dei nuovi mutui a tasso variabile è passata dall'80% del 2003 al 30% nei primi mesi del 2008, mentre è aumentata la quota dei nuovi finanziamenti a tasso fisso.

Visto il suo utilizzo per ricavare i mutui a tasso variabile, il suo aggiornamento porta ad una variazione o al ribasso o al rialzo dell’importo della rata, che si adeguerà in base al tipo di euribor scelto in fase d stipula del contratto. Il valore della rata del mutuo rimarrà invariato finché non vi sarà un nuova quotazione euribor. Va ricordato che la variazione dell’euribor andrà ad influenzare il tasso di interesse dell’importo residuo del mutuo.

Come già accennato, il valore di questo tasso cambia quotidianamente entro le ore 11 tranne il sabato e la domenica, così da avere sempre un euribor aggiornato, dopodichè viene pubblicato dopo l’incontro di un comitato formato dalle più grandi ed importanti banche Europee, tra quelle italiane troviamo la Banca Nazionale del Lavoro, Capitalia, Monte dei Paschi di Siena, Sanpaolo IMI, UniCredit Banca."

(di Zani Cotesta, Article-Marketing.it)