Stanno girando diverse indiscrezioni di stampa riguardo a un’operazione di concentrazione tra Mediobanca e Assicurazioni Generali.
L'istituto guidato da Cesare Geronzi ha diffuso in questi giorni una nota di chiarimento su richiesta della Consob, dove definisce queste voci "prive di ogni fondamento" e precisa che “non sono convocate né sono previste riunioni degli organi sociali per le determinazioni da assumere nell’assemblea convocata da Assicurazioni Generali in materia di rinnovo del consiglio di amministrazione”.
giovedì 4 febbraio 2010
Mediobanca: niente fusione con Generali per la banca di Cesare Geronzi
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lunedì 1 febbraio 2010
Obama e la financial crisis responsability fee
La financial crisis responsability fee è una tassa sulla responsabilità della crisi, destinata alle grandi banche americane. Un progetto proposto dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama (peraltro recentemente criticato perché considerato troppo vicino a Wall Street).
Secondo Obama, infatti, le banche hanno avuto comportamenti rischiosi che hanno portato alla crisi e sono poi state salvate grazie al denaro pubblico (il TARP, Troubled Asset Relief Program, destinato a risollevare la banche colpite dalla crisi).
La financial crisis responsability fee dovrebbe durare, nelle intenzioni del presidente USA, almeno 10 anni e riguardare soltanto le banceh più grandi, con asset superiori ai 50 miliardi di dollari.
Secondo Obama il progetto non ha una finalità punitiva, ma le grandi banche sono già insorte.
Secondo Obama, infatti, le banche hanno avuto comportamenti rischiosi che hanno portato alla crisi e sono poi state salvate grazie al denaro pubblico (il TARP, Troubled Asset Relief Program, destinato a risollevare la banche colpite dalla crisi).
La financial crisis responsability fee dovrebbe durare, nelle intenzioni del presidente USA, almeno 10 anni e riguardare soltanto le banceh più grandi, con asset superiori ai 50 miliardi di dollari.
Secondo Obama il progetto non ha una finalità punitiva, ma le grandi banche sono già insorte.
giovedì 28 gennaio 2010
Palenzona: il capitale di Unicredit è adeguato
Unicredit ha un capitale adeguato dopo aver fatto due aumenti di capitale.
È quanto ha affermato Fabrizio Palenzona, il vicepresidente della banca di piazza Cordusio, in risposta all'esortazione del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi a rafforzare il patrimonio delle banche.
“Abbiamo fatto due aumenti di capitale importanti ricorrendo al mercato - ha ricordato Palenzona - e credo che ad oggi il capitale sia adeguato”. "Il vero problema - ha aggiunto - e' che non c'è una domanda di credito".
È quanto ha affermato Fabrizio Palenzona, il vicepresidente della banca di piazza Cordusio, in risposta all'esortazione del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi a rafforzare il patrimonio delle banche.
“Abbiamo fatto due aumenti di capitale importanti ricorrendo al mercato - ha ricordato Palenzona - e credo che ad oggi il capitale sia adeguato”. "Il vero problema - ha aggiunto - e' che non c'è una domanda di credito".
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lunedì 25 gennaio 2010
Ultimi giorni per l’assicurazione contro gli infortuni domestici
Scade il 31 gennaio il termine per versare il premio per l’assicurazione contro gli infortuni domestici.
Secondo la legge n. 493 del 3 dicembre 1999, sono obbligate ad assicurarsi tutte le persone, in età compresa tra i 18 ed i 65 anni, “che svolgono in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione, lavoro finalizzato alle cure della propria famiglia e dell’ambiente in cui si dimora. Sono esclusi coloro che svolgono altra attività che comporti l’iscrizione a forme obbligatorie di previdenza sociale.” (fonte: sito Inail)
Il costo dell’assicurazione è di euro 12,91/anno ed è fiscalmente deducibile.
Se è la prima iscrizione potete ritirare il bollettino di pagamento (intestato ad Inail Assicurazione Infortuni Domestici, P.le Pastore, 6 – 00144 Roma) presso gli Uffici Postali, le Sedi Inail, le Associazioni di categoria. Dal 14 gennaio è possibile richiedere il bollettino anche on line, sul sito Inail.
Se invece si tratta di un rinnovo, Inail dovrebbe avere inviato in automatico a tutti gli iscritti una lettera con il bollettino pre-compilato.
Il premio è a carico dello Stato se l’assicurato per l’anno precedente ha un reddito che non supera i 4.648,11 Euro e se appartiene ad un nucleo familiare il cui reddito complessivo non supera i 9.296,22 Euro.
Se avete diritto al premio a carico dello Stato e per voi è la prima sicrizione, compilate il modulo di autocertificazione che attesta il possesso dei requisiti per l’esonero. Il modello di autocertificazione (in formato pdf) è reperibile presso le Associazioni delle casalinghe, i Patronati e le Sedi
Il numero verde per avere informazioni più dettagliate è 803.164.
Secondo la legge n. 493 del 3 dicembre 1999, sono obbligate ad assicurarsi tutte le persone, in età compresa tra i 18 ed i 65 anni, “che svolgono in via non occasionale, gratuitamente e senza vincolo di subordinazione, lavoro finalizzato alle cure della propria famiglia e dell’ambiente in cui si dimora. Sono esclusi coloro che svolgono altra attività che comporti l’iscrizione a forme obbligatorie di previdenza sociale.” (fonte: sito Inail)
Il costo dell’assicurazione è di euro 12,91/anno ed è fiscalmente deducibile.
Se è la prima iscrizione potete ritirare il bollettino di pagamento (intestato ad Inail Assicurazione Infortuni Domestici, P.le Pastore, 6 – 00144 Roma) presso gli Uffici Postali, le Sedi Inail, le Associazioni di categoria. Dal 14 gennaio è possibile richiedere il bollettino anche on line, sul sito Inail.
Se invece si tratta di un rinnovo, Inail dovrebbe avere inviato in automatico a tutti gli iscritti una lettera con il bollettino pre-compilato.
Il premio è a carico dello Stato se l’assicurato per l’anno precedente ha un reddito che non supera i 4.648,11 Euro e se appartiene ad un nucleo familiare il cui reddito complessivo non supera i 9.296,22 Euro.
Se avete diritto al premio a carico dello Stato e per voi è la prima sicrizione, compilate il modulo di autocertificazione che attesta il possesso dei requisiti per l’esonero. Il modello di autocertificazione (in formato pdf) è reperibile presso le Associazioni delle casalinghe, i Patronati e le Sedi
Il numero verde per avere informazioni più dettagliate è 803.164.
venerdì 22 gennaio 2010
La crisi economica fa ammalare
Secondo la una ricerca promossa dalla Società Italiana di Psichiatria, nel 2009 è cresciuta del 30% l'incidenza di ansia e del 15% il numero dei pazienti depressi. Le cause, secondo i medici, sarebbero l'incertezza sul lavoro e la precarietà economica legate alla crisi finanziaria.
Alberto Siracusano, il presidente della Società, spiega infatti che “sicuramente c'è un collegamento tra le difficoltà economiche e il verificarsi di una situazione di grande tensione e disagio”. Siracusano sottolinea però anche come in Italia la situazione sia migliore che in altri Paesi. “Il nostro sistema sociale ha funzionato in modo più sano – spiega - Si registra un rapporto tra l'aumento del tasso di disoccupazione e l'aumento dei suicidi soprattutto tra le persone di età compresa tra 55 e 60 anni. Casi frequenti in Paesi come Belgio e Stati Uniti, che hanno vissuto una catena di morti legata alla crisi delle aziende. In Italia non succede, ma indubbiamente c'è una maggiore ansia e depressione rispetto alla precarietà e alla incertezza. La crisi, tuttavia, ha avuto un'intensità meno negativa di quanto sia accaduto all'estero”.
Alberto Siracusano, il presidente della Società, spiega infatti che “sicuramente c'è un collegamento tra le difficoltà economiche e il verificarsi di una situazione di grande tensione e disagio”. Siracusano sottolinea però anche come in Italia la situazione sia migliore che in altri Paesi. “Il nostro sistema sociale ha funzionato in modo più sano – spiega - Si registra un rapporto tra l'aumento del tasso di disoccupazione e l'aumento dei suicidi soprattutto tra le persone di età compresa tra 55 e 60 anni. Casi frequenti in Paesi come Belgio e Stati Uniti, che hanno vissuto una catena di morti legata alla crisi delle aziende. In Italia non succede, ma indubbiamente c'è una maggiore ansia e depressione rispetto alla precarietà e alla incertezza. La crisi, tuttavia, ha avuto un'intensità meno negativa di quanto sia accaduto all'estero”.
martedì 19 gennaio 2010
Cesare Geronzi al salvataggio di Burani
I debiti di Mariella Burani Fashion Group sono ormai saliti alle stelle: il gruppo, tra Mariella Burani e Antichi Pellettieri, accusa debiti per 492 milioni di euro e, considerando l'intera galassia, la cifra salirebbe a un miliardo di euro (fonte Milano Finanza).
Le banche sono in attesa di segnali formali che la famiglia Burani voglia sostenere il piano di ristrutturazione, conferendo il 50% di Greenholding, controllante di Greenvision e Bioera (valore 40 milioni di euro) e il 100% di Finitaldreni, società immobiliare valutata circa 24,5 milioni di euro.
Per questa ricapitalizzazione dovrebbe tornare in campo come advisor Mediobanca, l’istituto di Cesare Geronzi, dopo che il suo mandato era scaduto lo scorso 31 dicembre.
Mediobanca aveva infatti rinunciato al mandato di advisory, perché la famiglia Burani non aveva rispettato l'impegno di mettere a disposizione i 50 milioni di euro presso una primaria banca richiesti dai creditori.
A quanto pare, però, i Burani avrebbero chiesto a Cesare Geronzi di tornare sui suoi passi, riprendendo il ruolo di advisor Mariella Burani Fashion Group, forti anche della storica vicinanza tra Geronzi e il fondatore della casa di moda reggiana.
Come detto sopra, il nuovo piano, studiato assieme ai legali di Dewey &LeBoeuf, consisterebbe nel ricorrere - anziché a denaro contante - a beni fisici e partecipazioni societarie da concedere in garanzia alle banche a fronte della riapertura delle linee di credito necessarie per riavviare la società.
Non va dimenticato però che Bioera e Greenvision hanno un indebitamento complessivo di 140 milioni circa e che recentemente la famiglia controllante ha chiesto a Mittel di rinegoziare il riacquisto di una quota del 20% della stessa Greenholding per mancanza di fondi immediati.
Le banche sono in attesa di segnali formali che la famiglia Burani voglia sostenere il piano di ristrutturazione, conferendo il 50% di Greenholding, controllante di Greenvision e Bioera (valore 40 milioni di euro) e il 100% di Finitaldreni, società immobiliare valutata circa 24,5 milioni di euro.
Per questa ricapitalizzazione dovrebbe tornare in campo come advisor Mediobanca, l’istituto di Cesare Geronzi, dopo che il suo mandato era scaduto lo scorso 31 dicembre.
Mediobanca aveva infatti rinunciato al mandato di advisory, perché la famiglia Burani non aveva rispettato l'impegno di mettere a disposizione i 50 milioni di euro presso una primaria banca richiesti dai creditori.
A quanto pare, però, i Burani avrebbero chiesto a Cesare Geronzi di tornare sui suoi passi, riprendendo il ruolo di advisor Mariella Burani Fashion Group, forti anche della storica vicinanza tra Geronzi e il fondatore della casa di moda reggiana.
Come detto sopra, il nuovo piano, studiato assieme ai legali di Dewey &LeBoeuf, consisterebbe nel ricorrere - anziché a denaro contante - a beni fisici e partecipazioni societarie da concedere in garanzia alle banche a fronte della riapertura delle linee di credito necessarie per riavviare la società.
Non va dimenticato però che Bioera e Greenvision hanno un indebitamento complessivo di 140 milioni circa e che recentemente la famiglia controllante ha chiesto a Mittel di rinegoziare il riacquisto di una quota del 20% della stessa Greenholding per mancanza di fondi immediati.
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giovedì 14 gennaio 2010
Mutui: come funziona davvero la la sospensione delle rate
Dal primo febbraio 2010 al 31 gennaio 2011 sarà possibile presentare presso la propria banca la domanda per la sospensione delle rate del mutuo per un periodo fino a 12 mesi. L'iniziativa, frutto di un accordo fra l'Abi, Associazione bancaria italiana, e le associazioni dei consumatori, intende favorire le famiglie che nel 2009 e nel 2010 abbiano subito (o subiranno) perdita del lavoro, ingresso in cassa integrazione, morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza del sottoscrittore del prestito.
Ma vediamo insieme come funziona davvero la sospensione.
Innanzitutto lo stop ai pagamenti non sarà immediato.
Le banche necessitano di tempi tecnici per il controllo dei requisiti per accedere al beneficio. Dall'accoglimento della domanda, sono poi previsti fino a 45 giorni lavorativi prima dell’attivazione. Con questi tempi, l'effettiva applicazione della moratoria potrebbe slittare fino a primavera inoltrata, tenendo anche conto del fatto che le rate vengono di solito contabilizzate nel mese precedente l'effettivo addebito.
Resta poi da vedere quali saranno le effettive modalità di applicazione dell'accordo da parte delle banche, che proprio in questi giorni stanno inviando all'Abi i moduli di adesione con le eventuali modifiche in senso migliorativo all'accordo di base (limite di reddito del sottoscrittore 40 mila euro, importi finanziati fino a 150 mila euro). Spetta inoltre agli stessi istituti di credito decidere se la sospensione riguarderà la sola quota interessi, in analogia con quanto stabilito per la moratoria sui mutui delle imprese, o l'intero ammontare della rata.
(fonte: Il Sole 24 Ore)
Ma vediamo insieme come funziona davvero la sospensione.
Innanzitutto lo stop ai pagamenti non sarà immediato.
Le banche necessitano di tempi tecnici per il controllo dei requisiti per accedere al beneficio. Dall'accoglimento della domanda, sono poi previsti fino a 45 giorni lavorativi prima dell’attivazione. Con questi tempi, l'effettiva applicazione della moratoria potrebbe slittare fino a primavera inoltrata, tenendo anche conto del fatto che le rate vengono di solito contabilizzate nel mese precedente l'effettivo addebito.
Resta poi da vedere quali saranno le effettive modalità di applicazione dell'accordo da parte delle banche, che proprio in questi giorni stanno inviando all'Abi i moduli di adesione con le eventuali modifiche in senso migliorativo all'accordo di base (limite di reddito del sottoscrittore 40 mila euro, importi finanziati fino a 150 mila euro). Spetta inoltre agli stessi istituti di credito decidere se la sospensione riguarderà la sola quota interessi, in analogia con quanto stabilito per la moratoria sui mutui delle imprese, o l'intero ammontare della rata.
(fonte: Il Sole 24 Ore)
lunedì 11 gennaio 2010
Torino: servizi pubblici in mano alle banche?
Il Sindaco di Torino, uno dei Comuni più indebitati d’Italia grazie alle Olimpiadi e alle speculazioni finanziarie sui titoli derivati, è stato costretto a rivolgersi di nuovo alle banche per coprire il buco di € 75 milioni del bilancio 2009. Ovviamente queste esigeranno garanzie: quali? Forse - ipotizza la rivista Metropolis - quote azionarie nelle Aziende municipali che gestiscono i Servizi Pubblici Locali?
La Fondazione CRT già detiene direttamente una quota del 4% di IRIDE mentre IntesaSanpaolo, attraverso il suo Fondo d’Investimenti Equiter2 detiene il 4% di Iride e il 10% in SAP – Società Acque Potabili. Entrambi gli istituti bancari torinesi hanno un loro rappresentante nel CdA di ciascuna azienda partecipata.
(fonte Metropolis)
La Fondazione CRT già detiene direttamente una quota del 4% di IRIDE mentre IntesaSanpaolo, attraverso il suo Fondo d’Investimenti Equiter2 detiene il 4% di Iride e il 10% in SAP – Società Acque Potabili. Entrambi gli istituti bancari torinesi hanno un loro rappresentante nel CdA di ciascuna azienda partecipata.
(fonte Metropolis)
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mercoledì 23 dicembre 2009
Piazza Affari: indici in forte rialzo
Un’occhiata ai titoli bancari di Piazza Affari prima delle vacanze di Natale.
Gli indici sono in forte rialzo.
Unicredit sale dello 0,98% a 2,3125 euro. La fondazione Crt (Cassa di Risparmio di Torino), dopo aver dato il via libera all’aumento di capitale da 4 miliardi di euro, pare abbia richiesto uno sconto del 25% sul prezzo delle nuove azioni. La fondazione parteciperà all’operazione mettendo a disposizione 170 milioni.
IntesaSanpaolo è in rialzo dell’1,07% a 3,075 euro. L’istituto ha firmato l’accordo per la cessione del ramo di attività di securities services a State Street, per un corrispettivo di 1,75 miliardi di euro. Concludendo l’operazione, IntesaSanpaolo otterrà una plusvalenza lorda di circa 740 milioni di euro, con un effetto positivo di circa 37 centesimi di punto sul coefficiente patrimoniale Core Tìer 1.
Generali sale dell’1,26% a 18,48 euro. Secondo il Il Sole 24 Ore, tra i candidati alla presidenza in sostituzione di Bernheim ci sarebbe anche il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Tuttavia, lo si dice da tempo, i favoriti sarebbero Cesare Geronzi, presidente di Mediobanca, e Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni.
Gli indici sono in forte rialzo.
Unicredit sale dello 0,98% a 2,3125 euro. La fondazione Crt (Cassa di Risparmio di Torino), dopo aver dato il via libera all’aumento di capitale da 4 miliardi di euro, pare abbia richiesto uno sconto del 25% sul prezzo delle nuove azioni. La fondazione parteciperà all’operazione mettendo a disposizione 170 milioni.
IntesaSanpaolo è in rialzo dell’1,07% a 3,075 euro. L’istituto ha firmato l’accordo per la cessione del ramo di attività di securities services a State Street, per un corrispettivo di 1,75 miliardi di euro. Concludendo l’operazione, IntesaSanpaolo otterrà una plusvalenza lorda di circa 740 milioni di euro, con un effetto positivo di circa 37 centesimi di punto sul coefficiente patrimoniale Core Tìer 1.
Generali sale dell’1,26% a 18,48 euro. Secondo il Il Sole 24 Ore, tra i candidati alla presidenza in sostituzione di Bernheim ci sarebbe anche il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Tuttavia, lo si dice da tempo, i favoriti sarebbero Cesare Geronzi, presidente di Mediobanca, e Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni.
mercoledì 16 dicembre 2009
Generali: grandi manovre per la presidenza
Secondo indiscrezioni, a Genereali sarebbe in corso una "guerra", nemmeno troppo sotterranea, in vista dell'assemblea degli azionisti programmata per fine aprile. In quell'occasione, come sappiamo, i soci saranno chiamati a rinnovare i vertici di Generali, e soprattutto la carica di presidente.
Anche se un importante quotidiano indica tra le possibili opzioni quella relativa a una proroga di 1-2 anni del mandato di Antoine Bernheim.
In ogni caso molte altre fonti danno invece per certo un ricambio, spesso indicando Cesare Geronzi come il più probabile per la sostituzione di Bernheim. Quella di Cesare Geronzi sarebbe in effetti una auto-candidatura, dato che Mediobanca è il primo azionista di Generali con una quota di quasi il 15%.
“Tra gli indizi – scrive La Stampa - ci sono gli acquisti di azioni Generali effettuati da Francesco Gaetano Caltagirone nelle scorse settimane. L'imprenditore romano resta sotto la soglia del 2% ma potrebbe essere interessato ad assumere un peso decisivo nel momento in cui verrà scelto il successore di Bernheim. Un'alleanza con Cesare Geronzi potrebbe avere molti risvolti positivi per Caltagirone, a partire dalla soluzione dell'impasse con i francesi di GdF-Suez in Acea, seguita da Mediobanca nel ruolo di advisor, a una possibile alleanza nella bancassurance con Banca MPS, di cui è il vicepresidente”.
Anche se un importante quotidiano indica tra le possibili opzioni quella relativa a una proroga di 1-2 anni del mandato di Antoine Bernheim.
In ogni caso molte altre fonti danno invece per certo un ricambio, spesso indicando Cesare Geronzi come il più probabile per la sostituzione di Bernheim. Quella di Cesare Geronzi sarebbe in effetti una auto-candidatura, dato che Mediobanca è il primo azionista di Generali con una quota di quasi il 15%.
“Tra gli indizi – scrive La Stampa - ci sono gli acquisti di azioni Generali effettuati da Francesco Gaetano Caltagirone nelle scorse settimane. L'imprenditore romano resta sotto la soglia del 2% ma potrebbe essere interessato ad assumere un peso decisivo nel momento in cui verrà scelto il successore di Bernheim. Un'alleanza con Cesare Geronzi potrebbe avere molti risvolti positivi per Caltagirone, a partire dalla soluzione dell'impasse con i francesi di GdF-Suez in Acea, seguita da Mediobanca nel ruolo di advisor, a una possibile alleanza nella bancassurance con Banca MPS, di cui è il vicepresidente”.
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