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lunedì 10 ottobre 2011

Massimo Caputi da Fimit a Idea Fimit

Massimo Caputi entra in Fimit nel 2000, come Amministratore Delegato.
Al tempo la società era affossata da una gestione inefficiente e l’ingresso di Massimo Caputi  segna una svolta.
Massimo Caputi, Fimit
Massimo Caputi, Fimit
Nel 2002 arriva il collocamento del Fondo Alpha: il primo fondo per Fimit, nonché il primo fondo ad apporto pubblico in Italia e primo fondo immobiliare ad essere quotato presso la Borsa Italiana di Milano.
Nel 2004 il successo si consolida con il collocamento e la quotazione del Fondo Beta, che ottiene un record di domanda con un bid-to-cover pari ad 1,3 volte l’offerta.
Nel 2006 arriva poi il fondo Delta, primo fondo con focus dedicato al settore turistico ed entertainment (tra cui i famosi cinema multisala ex-Warner: The Space) che raggiunge una raccolta da record di ben 210 milioni di euro in fase di collocamento.
Dopo averne lasciato la guida all’inizio del 2007, nel luglio 2008 Massimo Caputi rientra in Fimit come azionista e come amministratore delegato.
Alla fine del 2008 Massimo Caputi fa conferire il patrimonio immobiliare dei grandi gruppi bancari italiani in fondi istituzionali, aiutando così il sistema bancario in crisi.
Con i fondi Omega e Omicron Plus, Intesa San Paolo e Unicredit apportano oltre 500 immobili per un controvalore di quasi 2 miliardi di euro. In particolare per il fondo Omicron Plus, oltre 1 miliardo di asset, l’intero collocamento delle quote avviene in soli 18 giorni lavorativi.
Nel 2009 tocca invece al gruppo assicurativo Fondiaria-Sai con la creazione del fondo Rho.
Grazie a queste operazioni promosse da Massimo Caputi, Fimit consolida la sua leadership come player di riferimento nazionale e Massimo Caputi si afferma ottenendo la fiducia da chi deve valorizzare il proprio patrimonio immobiliare, dagli investitori ma anche dalle agenzia di rating internazionale.
Nello stesso anno, Fitch Rating promuove la capacità gestionale con un upgrading del rating Manager “M2-/Strong”. Un rating che si misurava su cinque ambiti gestionali: la capacità di selezione dell’investimento, la gestione del portfolio, l’amministrazione dell’investimento, la gestione del rischio e la gestione aziendale.
Nel 2010, ancora una volta, si conferma il successo di Massimo Caputi nel creare valore per gli azionisti, grazie all’interessamento del fondo di investimento DeA Capital, Gruppo De Agostini, per Fimit, già leader di mercato con oltre 5 miliardi di patrimonio gestito.
Il il 3 ottobre 2011, la fusione tra First Atlantic Real Estate (Fare) e Fimit porta alla creazione di Idea Fimit.

lunedì 9 maggio 2011

Mediobanca "asso piglia tutto"

Da la Repubblica - Affari&Finanza:
"Di questi tempi vanno di moda gli aumenti di capitale delle banche. Importanti, onerosi (per gli azionisti) diluitivi. Per questo aggiudicarsi i mandati e garantire gli eventuali inoptati puù rivelarsi un buon affare per chi ritiene di avere spalle sufficientemente ampie per fare questo emstiere. Un coraggio ceh non manca certo a Mediobanca: con vari ruoli, ha coperto l'aumento di capitale del Banco Popolare; si è già impegnata a collocare e a garantire l'eventuale inoptato nella prossima operazione di Ubi e sarà global coordinator insieme a JP Morgan dell'aumento del Montepaschi e, se poi dovesse essere quello di Unicredit, è da scommetterci che l'istituto guidato da Alberto Nagel sarebbe nuovamente in pole position anche in questo caso. Se non è en plain poco ci manca: all'appello infatti finora manca solo l'aumento deciso da Intesa."

giovedì 25 novembre 2010

Premafin - Unicredit verso cda straordinario per l'ok

Potrebbe arrivare in tempi brevi l'ok di Unicredit a partecipare alla ricapitalizzazione di Premafin e FonSai, accanto a Credit Suisse. Ieri l'amministratore delegato di Piazza Cordusio, Federico Ghizzoni, ha confermato che la banca sta studiando il dossier: «Non posso fare anticipazioni, stiamo valutando».

Secondo alcune fonti il presidente Dieter Rampl potrebbe convocare un consiglio di amministrazione straordinario per accelerare l'ok da parte della banca (di cui Salvatore Ligresti è parte correlata in quanto membro del consiglio di amministrazione, oltre che azionista e debitore sia a livello di Premafin sia con le scatole a monte, a cominciare da Sinergia Holding) a prendere parte al consorzio di garanzia da 250 milioni di Premafin (garantiti solo per 115 milioni da Groupama grazie al patto di sindacato con la famiglia Ligresti) e a quello da 460 milioni di Fondiaria-Sai.

La modifica dell'impianto originario dell'accordo Ligresti-Groupama, con il prezzo dell'aumento Premafin non più a 1,1 euro ma da decidere sulla base del mercato, ha reso più facile per Unicredit partecipare a un consorzio per coprire l'inoptato.

La banca infatti potrebbe trovarsi a versare fondi a un suo stesso debitore. Tutta l'operazione resta comunque sub judice: partirà solo se Consob non ravviserà un controllo congiunto LigrestiGroupama su Premafin. Se invece scattasse l'opa obbligatoria su Premafin e Fonsai, e forse pure sulla controllata Milano Assicurazioni, tutto il piano salterebbe. Ieri il mercato ha punito Fonsai, -3,40% a 6,11 euro, e Premafin, -1,89% a 0,83 euro. Gli analisti hanno fattoi primi conti degli effetti dell'aumento, strutturato in modo che Ligresti resti al 34% come pattuito originariamente con Groupama.

Secondo Equita Sim, la società finanziaria guidata da Francesco Perilli, advisor di Premafin, «ipotizzando uno sconto del 30% e un cash out pari a 100 milioni, Premafin si troverebbe a controllare circa il 35% di Fondiaria Sai» dall'attuale 46%. Secondo Banca Leonardo, Fonsai vedrebbe incrementare il proprio solvency ratio dal 109% al 130%». Ai prezzi attuali, il target price indicato da Leonardo scenderebbe da 8,1 a 7,2 euro; se avvenisse a sconto del 30%, il target passerebbe a 6,3 euro.

fonti:
- Milano Finanza, Premafin, Unicredit verso cda straordinario per l'ok

- http://www.francescoperilli.com/it/rassegna-stampa/2010/premafin-unicredit.html

martedì 25 maggio 2010

Da domani parte I'ISC

Come annunciato qualche mese fa, dal 26 maggio sarà obbligatorio per tutte le banche avere e comunicare l’ISC, l'Indicatore Sintetico di Costo per i Conti Correnti.
Si tratta di una sorta di “misuratore” previsto dalla normativa sulla trasparenza di Banca d’Italia per consentire il confronto omogeneo tra conti correnti bancari, fino a oggi difficile a causa di spese fisse e variabili non sempre esplicite nelle offerte delle banche.
Una rivoluzione, Ma quanto vale l'lsc?
Fino a 182 euro all'anno nei conti per famiglie, secondo la simulazione Bocconi per Corriere Economia su Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bnl, Mps e Ubi.
Le meno care? lng e Webank.

sabato 22 maggio 2010

Alessandro Profumo: ottimi ritorni dalla sponsorizzazione Uefa

Unicredit saluta con soddisfazione i risultati del primo anno di sponsorizzazione della Uefa Champions League e arruola Luis Figo come brand ambassador per tutte le attivita' collegate. L'iniziativa è stata presentata oggi a Madrid dall'amministratore delegato Alessandro Profumo, in occasione della finale di Coppa Bayern-Inter, in programma in serata. "Non c'e' niente come il calcio capace di creare un riconoscimento mondiale del marchio - ha dichiarato Alessandro Profumo - il progetto della nostra banca e' basato sull'Europa e la Champions League e' il migliore esempio di Unione europea allargata e di unita' europea, dove come nel business tutti competono sullo stesso terreno". Profumo non ha voluto svelare il costo della sponsorizzazione: "Non diamo queste cifre - ha detto - ma il costo per contatto ci dice che la sponsorizzazione e' incredibilmente efficace, anche per la nostra immagine di una banca fortemente radicata sul territorio". Unicredit non intende comunque sponsorizzare singole squadre di calcio: "Non pensiamo alla sponsorizzazione di una squadra - precisa Alessandro Profumo - preferiamo concentrarci sulla prospettiva europea della Champions League".
(da Affaritaliani.it)

lunedì 3 maggio 2010

Banche a favore del risparmio energetico

Nel caso stiate pensando alla possibilità di installare sul tetto della vostra casa un impianto fotovoltaico o a fare lavori di ristrutturazione mirati al risparmio energetico, sappiate che, per favorire la diffusione del risparmio energetico, alcune banche offrono prestiti specifici.

Agevolati dagli incentivi statali, infatti, così diversi gruppi di credito propongono soluzioni vantaggiose per chi desidera salvaguardare l’ambiente e risparmiare sulla bolletta.

Ecco alcuni esempi:

• Banca Sella:
Sella Ambiente offre quattro tipologie diverse di prestito: Casa risparmio energetico, Casa impianto fotovoltaico, Elettrodomestici a basso consumo, Veicoli ecologici .

• Unicredit:
Finanziamento energia, per l’installazione di pannelli fotovoltaici.

• San Paolo:
Prestito Ecologico, per l’installazione di impianti fotovoltaici ma anche di pannelli solari e termici, l’acquisto di caldaie di nuova generazione e di automezzi ecologici e a trazione elettrica.

mercoledì 31 marzo 2010

Carta di credito Trenitalia

UniCredit Family Financing propone una nuova carta di credito in collaborazione con Trenitalia, la TrenitaliaCard.
Pagando con la carta di credito, per ogni euro vengono accreditati 4 Punti Trenitalia. Si ottengono inoltre 4.000 Punti Trenitalia come regalo di benvenuto all'attivazione
Per richiedere la carta occorre essere iscritto al programma carte fedeltà di Trenitalia e si può mantenere l’attuale conto corrente bancario. La annuale è di 25 euro il primo anno, 50 euro a partire dal secondo.
È inclusa l’assicurazione (senza costi aggiuntivi) sul furto e il danneggiamento dei bagagli, sugli inconvenienti di viaggio e sugli acquisti effettuati con la carta.
Si può scegliere tra pagamento in un'unica soluzione o in rate mensili (in caso di utilizzo rateale TAN 13,50% - TAEG 14,37%)
Parliamo ora di sicurezza. È previsto un servizio Sms Alert gratuito che aggiorna in tempo reale su ogni spesa superiore ai 50 euro effettuata in Italia e per ogni acquisto all’estero o su Internet. È inoltre previsto il Sistema Secure Code di MasterCard, per la sicurezza delle transazioni on line.
Non ci sono commissioni sul rifornimento carburante

lunedì 15 febbraio 2010

Unicredit: a posto anche con Basilea 3

Alessandro Profumo, ha sottolineato come la sua Unicredit, dopo il recente aumento di capitale da 4 miliardi di euro, abbia raggiunto un tier 1 dell'8,39% che la mette in regola anche con l'eventuale rafforzamento patrimoniale che un nuovo comitato di Basilea (la cosiddetta Basilea 3) potrebbe chiedere agli istituti di credito di tutto il mondo.
Alessandro Profumo ha di recente affermato anche che, se le banche non continuassero a fornire liquidità al sistema Italia, si potrebbe verificare qualche problema con il debito pubblico.
(fonte FTA Online News)

giovedì 28 gennaio 2010

Palenzona: il capitale di Unicredit è adeguato

Unicredit ha un capitale adeguato dopo aver fatto due aumenti di capitale.

È quanto ha affermato Fabrizio Palenzona, il vicepresidente della banca di piazza Cordusio, in risposta all'esortazione del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi a rafforzare il patrimonio delle banche.

“Abbiamo fatto due aumenti di capitale importanti ricorrendo al mercato - ha ricordato Palenzona - e credo che ad oggi il capitale sia adeguato”. "Il vero problema - ha aggiunto - e' che non c'è una domanda di credito".

mercoledì 23 dicembre 2009

Piazza Affari: indici in forte rialzo

Un’occhiata ai titoli bancari di Piazza Affari prima delle vacanze di Natale.
Gli indici sono in forte rialzo.

Unicredit sale dello 0,98% a 2,3125 euro. La fondazione Crt (Cassa di Risparmio di Torino), dopo aver dato il via libera all’aumento di capitale da 4 miliardi di euro, pare abbia richiesto uno sconto del 25% sul prezzo delle nuove azioni. La fondazione parteciperà all’operazione mettendo a disposizione 170 milioni.

IntesaSanpaolo è in rialzo dell’1,07% a 3,075 euro. L’istituto ha firmato l’accordo per la cessione del ramo di attività di securities services a State Street, per un corrispettivo di 1,75 miliardi di euro. Concludendo l’operazione, IntesaSanpaolo otterrà una plusvalenza lorda di circa 740 milioni di euro, con un effetto positivo di circa 37 centesimi di punto sul coefficiente patrimoniale Core Tìer 1.

Generali sale dell’1,26% a 18,48 euro. Secondo il Il Sole 24 Ore, tra i candidati alla presidenza in sostituzione di Bernheim ci sarebbe anche il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Tuttavia, lo si dice da tempo, i favoriti sarebbero Cesare Geronzi, presidente di Mediobanca, e Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni.

mercoledì 25 novembre 2009

Matteo Arpe

Matteo Arpe, nato a Milano il 3 novembre 1964, inizia anni la sua carriera professionale presso Mediobanca subito dopo la laurea in Bocconi. Vi lavora dal 1987 al 2000, con incarichi crescenti, fino a ricoprire, a soli 33 anni, il ruolo di direttore centrale finanza straordinaria.

Nel 2000 entra a far parte del Lehman Brothers come responsabile dell'area strategic equity a livello europeo.

Nel 2001 entra nel Gruppo Banca di Roma come amministratore delegato del Mediocredito Centrale (oggi MCC) e come direttore generale della costituenda holding.

Nel 2002 viene nominato direttore generale di Capitalia e nel 2003 amministratore delegato.

Dal 2004 è docente a contratto di Economia delle Aziende di Credito presso la Facoltà di Economia della LUISS.

Nel 2006 si mostra contrario all'ipotesi di fusione con Banca Intesa e in funzione difensiva acquistandone sul mercato il 2 per cento delle azioni, bloccando così la possibilità di un'opa di quest'ultima.

A febbraio 2007 l'avvocato Ripa di Meana (presidente del patto di sindacato di Capitalia) lo invita alle dimissioni, che però lui rifiuta. Il 22 febbraio viene convocata la riunione del patto di sindacato che gli conferma la fiducia.

Arpe è membro del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo di Banca di Roma, Mediobanca e Associazione Bancaria Italiana. È membro del Consiglio di Amministrazione di del Mediocredito Centrale, Cnp Capitalia Vita, Istituto Europeo di Oncologia, Fondazione Cerba e nel Comitato permanente ABI Banche e Società. Dal 2005, è membro del World Economic Forum e del gruppo degli Young Global Leaders.

Il 20 maggio 2007 Matteo Arpe si dimette dalla carica di amministratore delegato in Capitalia in seguito all'approvazione della fusione tra Capitalia e Unicredito.

Il 6 novembre 2007, dopo una breve assenza dal mondo della finanza, si lancia in un nuovo progetto: fonda insieme ad un gruppo di partner la Sator, un nuovo gruppo finanziario con sedi e uffici a Roma, Milano e Londra, di cui assume la carica di amministratore delegato. La nuova società si occupa di private equity (nel settore industriale in particolare dei paesi emergenti del mediterraneo), asset management, private banking e corporate speciality finance.

giovedì 19 novembre 2009

Cesare Geronzi

Cesare Geronzi è il presidente di Mediobanca e come tale lo conosciamo tutti. Ma sono anche tanti altri i titoli che può vantare: laureato honoris causa in Economia e Commercio all’Università di Bari, Grande Ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana, Honorary Fellow del Tel Aviv Museum of Art, Croce di Commendatore dell’Ordine al Merito Melitense del Sovrano Militare Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta, Commendatore Sacro Ordine di San Gregorio Magno.

Ma vediamo un po’ la sua storia.
Cesare Geronzi nasce a Marino (Roma) il 15 febbraio del 1935. Sposato con Giuliana Iozzi, ha due figlie, Benedetta e Chiara.
Inizia a lavorare a 17 anni ed esercita l’attività di commercialista finché, nel 1960 vince il concorso in Banca d’Italia dove resta per vent’anni, con responsabilità sempre più importanti, fino alla carica di Direttore del Servizio Rapporti con l’Estero.
Nel 1980 Cesare Geronzi lascia la Banca d’Italia per seguire l’allora Direttore Generale Rinaldo Ossola al Banco di Napoli dove ricopre il ruolo di Vice Direttore Generale per un anno e mezzo.
L’esperienza però non finisce bene: l’ambizione di Ossola di trasformare il Banco di Napoli in una banca non è ben vista dal mondo politico ed entrambi vengono letteralmente cacciati.
Cesare Geronzi ottiene però subito un nuovo incarico come come direttore generale della Cassa di Risparmio di Roma, una piccola realtà presente in 3 delle 4 province del Lazio. Da qui ricomincia, nell’ottobre del 1982, e, in circa vent’anni, attua un intenso programma di aggregazioni bancarie.
Dall’1989 al 1991 Cesare Geronzi è amministratore Delegato del Banco di Santo Spirito.
Dal 1991 al 1995 riveste la carica di Amministratore Delegato della Sipab (dal maggio 1992 Cassa di Risparmio di Roma Holding) di cui sarà Presidente dal 1995 al 1997.

Successivamente e fino al 1992, Cesare Geronzi guida l’integrazione tra la Cassa di Risparmio di Roma, il Banco di Santo Spirito ed il Banco di Roma rivestendo le cariche di Direttore Generale del Banco di Santo Spirito, Consigliere di Amministrazione e Direttore Generale dell’Ente Cassa di Risparmio di Roma e Consigliere di Amministrazione del Banco di Roma.

Dal 1992 Cesare Geronzi è Direttore Generale della Banca di Roma e nel 1995 ne viene nominato Presidente.
Sempre nel 1992, è nominato in Mediobanca S.p.A Consigliere di Amministrazione e poi, dal 1995 al 2007, Vice Presidente.
Nel 1999, con l’acquisizione del Mediocredito Centrale S.p.A., ne assume la presidenza fino al 2000.
Nel 2002 diventa Presidente di FinecoGroup, già Bipop Carire S.p.A.

Dal 2002 al 2007 Cesare Geronzi riveste la carica di Presidente di Capitalia S.p.A., holding dell’omonimo Gruppo bancario comprendente Banca di Roma, Banco di Sicilia, Bipop Carire, FinecoBank e Mcc.
Il 20 maggio 2007, i consigli di amministrazione di Capitalia e Unicredit, approvani il progetto di fusione per incorporazione di Capitalia SpA in Unicredit SpA.

Nel giugno 2007 l’Assemblea degli Azionisti di Mediobanca S.p.A., di cui Cesare Geronzi era già Vice Presidente, lo nomina all’unanimità Presidente del Consiglio di Sorveglianza e l’Assemblea del Patto di Sindacato lo nomina Presidente. Nel 2008, anno in cui Mediobanca abbandona il sistema di governance duale, Cesare Geronzi viene riconfermato nella carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione.

mercoledì 18 novembre 2009

Alessandro Profumo

Ho deciso di inaugurare una serie di post dedicati ai banchieri e ai grandi personaggi della finanza italiana.
Inizio oggi con Alessandro Profumo, l’amministratore delegato di Unicredit, nonché vicepresidente e membro esecutivo dell'ABI.
Alessandro Profumo nasce a Genova il 17 febbraio 1957 e trascorre l'infanzia a Palermo. Nel 1970 si trasferisce a Milano con i genitori e i quattro fratelli. Qui frequenta il Liceo Classico Manzoni e l'Università Bocconi, dove si laureerà nel 1987 in economia aziendale. Nel frattempo, nel 1977, Alessandro Profumo sposa Sabina Ratti e inizia a lavorare al Banco Lariano, nell'area affari e in quella esecutiva.
Dopo la laurea, però, abbandona il settore creditizio per dedicarsi alla consulenza aziendale, prima come responsabile di progetti strategici per McKinsey & Company e successivamente, dal 1989, come responsabile delle relazioni istituzionali della Bain.
Alessandro Profumo torna al settore bancario nel 1991, assumendo la carica di direttore centrale per il gruppo RAS.
Nel 1994 passa al Credito Italiano, prima come condirettore centrale, poi, dal 1995, come direttore generale e infine, dal 1997, come amministratore delegato.
Nel 1998, quando nasce il gruppo Unicredit, Alessandro Profumo ne assume la guida e inizia la sua politica di acquisizioni. Nel 2005 viene perfezionata l'integrazione con il gruppo tedesco HVB e, nel 2007, avviene la fusione dell'Unicredit con Capitalia.

martedì 10 novembre 2009

Unicredit punta sulla banca unica

Un tempo, nelle banche italiane, l'intero modello organizzativo era costruito intorno al cosiddetto settorista, incaricato dei finanziamenti alle aziende, e al capo delle filiali. Erano loro che sul territorio avevano in mano, tra l'altro, il bene più prezioso: il rapporto con piccoli e medi imprenditori. Conoscevano perfettamente gli interlocutori, li seguivano passo dopo passo, avevano buona visibilità anche sulle scelte d'investimento personali oltre a quelle aziendali.
Poi a livello internazionale hanno fatto scuola scelte organizzative molto diverse, che puntavano sempre di più sulla specializzazione dei diversi mestieri del fare banca e che avevano nei consulenti della McKinsey i massimi teorizzatori.
In Italia, è stata Unicredit, nel 2003, la prima a scegliere la via della specializzazione, riorganizzandosi radicalmente con tre banche specializzate nel retail, nella finanza d'impresa e nella gestione del risparmio. Ma ora, a distanza di sei anni, Unicredit si è di nuovo orientata verso il modello della super banca unica.
Per chi è interessato ad approfondire le motivazioni, rimando ad un post su fusionibancarie.blogspot.com:
http://fusionibancarie.blogspot.com/2009/11/unicredit-salls3-alla-super-banca-unica.html

venerdì 6 novembre 2009

Cesare Geronzi: Fondazione Carisbo è al 2,846% di Mediobanca

Cesare Geronzi, il presidente di Mediobanca, leggendo l'elenco degli azionisti con una quota superiore al 2% presenti all’assemblea del 28 ottobre, ha detto che Fondazione Carisbo è al 2,846%.
Secondo l'ultimo aggiornamento Consob, che non tiene conto delle variazioni tra il 2 e il 5%, Fondazione Carisbo risultava al 2,171%.
Invariato il resto della mappa azionaria del gruppo di Cesare Geronzi: Fondazione Cariverona al 3,136%, Unicredit al 8,67%, Vincent Bollorè al 4,99%, Groupama al 4,965%, Fondiaria-Sai al 3,835%, Mediolanum al 3,379%, Italmobiliare al 2,621%, Benetton al 2,163% e Fininvest al 2,057%.

venerdì 30 ottobre 2009

Unicredit: l’estero pesa sui margini

Secondo la relazione del consiglio di amministrazione di Unicredit, la recessione e i domini nell’Europa Centro-orientale, in parte ereditati della fusione con la tedesca Hvb, continueranno a pesare sui conti e il gruppo chiuderà l’anno con un calo del margine di interesse.
È prevista una redditività sotto pressione per i sistemi bancari dell’area, a fronte di un costo del rischio che dopo il picco del 2009 rimarrà piuttosto elevato nel 2010. La situazione appare difficile soprattutto per Paesi Baltici, Ungheria e Bulgaria, il cui pil dovrebbe contrarsi anche il prossimo anno. Per quanto la situazione rimanga quindi complessa, Unicredit concentra tuttavia la propria presenza in Polonia, Russia e Turchia e il responsabile del Centro Est Europa, Federico Ghizzoni, ha più volte ribadito che la divisione chiuderà bene il 2009.

lunedì 26 ottobre 2009

Unicredit rafforza il patrimonio

Il 13 novembre l’assemblea dei soci Unicredit, sarà chiamata ad approvare il previsto aumento di capitale da quattro miliardi per rafforzare il patrimonio dopo la rinuncia ai Tremonti-bond.
L’operazione dovrebbe scattare nel primo trimestre del 2010 spingendo il Core Tier 1 al 7,65% e il Tier 1 ratio a 8,46% (i valori sono pro-forma al 30 giugno). Il gruppo si allineerà così ai principali concorrenti europei, anche in vista della revisione delle regole di Basilea II e delle pagelle compilate dalle agenzie di rating.

lunedì 28 settembre 2009

Le Borse europee recuperano

"La Borsa sale grazie ai recuperi delle banche dopo una prima fase negativa e chiude la prima seduta della settimana con un rialzo, anche se la sua entita' e' inferiore rispetto a quelli registrati dalle altre piazze azionarie europee e Usa, "galvanizzate" dalle prospettive di una ripresa dell'attivita' di fusioni e acquisizioni negli Stati Uniti. Il Ftse Mib sale infatti dell'1,63% contro rialzi di oltre il 2% a Parigi e Francoforte e, al momento, anche al Nasdaq di New York.

A Piazza Affari la giornata era partita all'insegna delle vendite, e in mattinata l'indice è arrivato a perdere anche l'1,69%; i volumi complessivi dell'attivita' sono inferiori alle medie dell'ultimo periodo, con un controvalore appena superiore a 3 miliardi. Seduta molto volatile, dunque, e molto influenzata da quanto accadeva sugli altri mercati: il minore entusiasmo del listino milanese riequilibria il suo andamento migliore rispetto alle altre nelle sedute conclusive della scorsa settimana.

Di tutto un listino negativo, solo tre titoli hanno mantenuto l'andamento debole, chiudendo in controtendenza: sono Fiat (-1,08%), che sconda le prese di beneficio dopo i recenti rialzi e le attese per i prossimi dati sulle immatricolazioni di auto, Geox (-0,59%), che ha ricevuto ben due tagli di rating, e Lottomatica (-0,76%), analogamente "retrocessa" da una societa' di valutazioni. Su tutti gli altri titoli, in buona parte inizialmente negativi, sono invece tornati gli acquisti facendone nuovamente lievitare le quotazioni.

Fra i bancari, in particolare, spiccano le performance di Unicredit (+1,33%) e Intesa Sanpaolo (+2,46%) alla vigilia dei rispettivi consigli che discuteranno di come rafforzare il patrimonio; salgono pero' soprattutto le quotazioni del Banco Popolare (+4,4%). Fra gli industriali, salgono le Finmeccanica che oggi hanno annunciato un nuovo contratto in Malesia da 26 milioni (+3,32%) e poi ancora i cementi e Pirelli (+3,76%); molto bene Autogrill (+3,57%), positiva anche nell'iniziale fase di ribasso della seduta grazie ai miglioramenti di rating incassati stamattina"

(da Affaritaliani)

mercoledì 23 settembre 2009

Rosso per i titoli bancari

In sofferenza il comparto bancario che cede oltre un punto percentuale.
Ho già detto di Mediobanca, il gruppo di Cesare Geronzi, che ha archiviato l'esercizio finanziario al 30 giugno con un utile netto consolidato in calo a 2,4 milioni di euro.
Tra i titoli che registrano maggiori cali spicca Unicredit che cede oltre il 2%. Il gruppo ha precisato che le strutture tecniche hanno allo studio tutte le possibili opzioni per il rafforzamento dei coefficienti patrimoniali della banca.
Cedono oltre un punto anche Banco Popolare e Intesa SanPaolo.
Credito Valtellinese perde invece quasi due punti.

giovedì 17 settembre 2009

Oggi parliamo di Fineco

Fineco, nata nel 1999 offrend0 principalmente servizi di trading on-line, è una delle prime e storiche banche online italiane .

Oggi è organizzata in tre settori specializzati:
- Servizi di banking e credit online
- Servizi di investimento multimarca (più di 3.400 fondi di 48 marche diverse)
- Servizi di trading online per investire nei mercati in tempo reale, con piattaforme dedicate.

Fineco fa parte del Gruppo Bancario Unicredit, il che consente alla banca di offrire, oltre ai servizi online, anche la possibilità di accedere alle normali operazioni di sportello presso le filiali Unicredit.

Il conto corrente online Fineco, offre parecchi servizi (estratti conto, bonifici, pagamenti illimitati, ricariche telefoniche, la gestione della carta di credito VISA/Bancomat gratis, ed illimitati prelievi bancomat gratis da qualsiasi banca) inclusi in un modico costo forfettario di 5,95€ al mese (che si azzera molto facilmente in caso di accredito dello stipendio e con le operazioni bancarie). Anche il tasso di interesse sulle giacenze è buono.

La sua forza resta comunque il trading online, servizio sul quale ha costruito il suo successo. E' infatti una banca molto amata da chi opera frequentemente in borsa.